
Nel 1865, a Genova, Pietro Gambarutti, dopo aver collaborato
per alcuni anni con Nicola Tanlongo (famoso marionettista genovese), decide
di fondare una propria compagnia marionettistica. Sposa Cesira Burzio, discendente
di un'altra compagnia marionettistica che aveva iniziato l'attività intorno
alla metà del 1700, i matrimoni tra marionettisti erano frequenti, in quell'epoca,
perché permettevano di creare compagnie anche di grandi dimensioni ma a
gestione familiare. Pietro, con la moglie e i figli: Giovanni (Nino), Carlo, Rina, Giuseppe e Ugo, inizia a rappresentare i propri spettacoli nelle zone
comprese tra la Liguria e il Piemonte producendo un repertorio di circa
100 spettacoli.
Alla fine degli anni '20, Nino Gambarutti sposa Argentina Burzio (nipote di Cesira e quindi sua cugina prima) e, alla morte del padre, gli subentra nella conduzione della compagnia. Carlo abbandonerà il teatro e preferirà fare il camallo al porto di Genova. Anche Rina, col matrimonio, lascia le marionette. All'eta di 15 anni, Giuseppe lascia la famiglia e si dedica alla costruzione e rappresentazione di spettacoli con i burattini, muore nel 1973 e il figlio Luigi ha proseguito la via paterna fino alla sua scomparsa.
Nel frattempo scomparirà anche Cesira Burzio, Nino e Ugo, i fratelli rimasti, si dividono il materiale e fondano delle proprie compagnie.
Nel 1930, da Nino Gambarutti e Argentina Burzio nasce Franco che, nel 1950, succede
al padre nella direzione della compagnia. Vista la crisi che in quegli anni
inizia a colpire il teatro delle marionette, rielabora il repertorio dando
un'impronta moderna e musicale agli spettacoli. Scompaiono così i grandi drammi che facevano parte della
tradizione popolare,come: "Le 2
Orfanelle", "Il Ponte dei Sospiri", "La Certosa
di Parma", "I 2 Sergenti" ecc., per lasciare il posto a spettacoli dedicati
prevalentemente ai bambini, purtroppo unica possibilità lasciata dai mass
media per continuare ad esistere. Nel 1940 nasce Maria Grazia (Mara) Gambarutti, che,
dopo un period
o dedicato al teatro, preferirà abbandonarlo per fare la segretaria
d'azienda. Franco, marionettista appassionato e geniale, nel 1952 è tra i primi
a lavorare per la R.A.I, all'epoca ancora a livello sperimentale. Nel 1955, Franco sposa Fortunata Garda, anche lei proveniente
da un'altra famiglia di marionettisti e nel 1956 nasce Massimo,
seguito, nel 1961, da Serenella. Fortunata seguirà il marito in giro per
il mondo, fino alla sua scomparsa avvenuta nel 1998.
Dopo aver collaborato per alcuni anni con altre compagnie,
nel 1981, Franco e Massimo ricostituiscono la compagnia "Le Marionette Gambarutti", escludendo la stanzialità in una sala o teatro e col preciso intento di portare i propri spettacoli anche in quei luoghi dove di solito il teatro non arriva, sia di prosa che, tantomeno, di figura. Nel biennio 1984-1986, hanno tenuto un corso per
marionettisti presso la "Civica Scuola di Arte Drammatica Piccolo Teatro"
di Milano, dove, per la prima (e forse unica) volta in Italia, una decina di allievi ha appreso la difficile tecnica di costruzione
ed animazione delle marionette. Durante la sua lunga carriera, Franco ha portato i suoi personaggi anche in Unione Sovietica, Belgio, Francia,
Svizzera, Taiwan, Svezia, Yugoslavia, Singapore e Australia riscuotendo ov
unque
un meritato successo. E' stato un rappresentante delle poche compagnie
italiane appartenenti all'antica tradizione di tramandare la propria arte
di padre in figlio.
le, che così entra a far parte della famiglia e diventa contributo rilevante della compagnia. Diplomata in teoria e solfeggio presso il Conservatorio di Padova, si appassiona al teatro, diventando scenografa e poi, nel 1988, diventa animatrice dei pupazzi della rete televisiva Mediaset, dove resta fino al 1992. Oltre a marionettista è anche bozzettista e sarta sopraffina, innumerevoli sono i costumi che ha cucito per le marionette. Purtroppo, una malattia fulminante la strappa dai suoi affetti nel gennaio del 2008, a soli 55 anni di età. Oggi la tradizione viene proseguita da Massimo Gambarutti, che si avvale, a volte, dell'aiuto di alcuni studenti che hanno seguito i suoi stages e che ha portato le sue marionette in innumerevoli festivals di teatro di figura e oltre a dirigere la propria Compagnia, collabora attivamente da alcuni anni con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia per la prosecuzione delle rappresentazioni degli spettacoli dei famosissimi "Piccoli di Podrecca". Inoltre, si occupa anche della realizzazione di scenografie per spettacoli di prosa. Subito dopo il corso tenuto a Milano, con alcuni ex allievi fonda una piccola compagnia marionettistica e rappresenta lo spettacolo "Un ricordo in lungo giorno", scritto da Francesco Trecci, presso il Festival del Teatro per Ragazzi di Padova. Sempre nello stesso periodo collabora con l'Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, alla realizzazione dello spettacolo "Il sogno di Amleto", libera interpretazione del testo di Shakespeare da parte di Franco Brambilla, con un attore, Silvano Piccardi, il quale interpretava Amleto, che interagiva con marionette a dimensione umana. Nel biennio 1995-1996, ha collaborato con la R.A.I. come animatore dei pupazzi della trasmissione "Giallo Tilt", trasmessa all'interno del famosissimo programma per ragazzi "Solletico". Verso la fine degli anni '90, collabora con l'Associazione Paint Factory di Pistoia e Il Carro di Jan di Arezzo alle rappresentazioni dello spettacolo "Il Barone", riduzione per marionette tratta da Il Barone di Muchausen da Francesco Niccolini e musiche originali composte e dirette da Bruno de Franceschi. Ultimamente ha collaborato con l'Associazione Amici del Teatro di Legnano per la costruzione di varie scenografie, collabora anche con il Teatro Pane e Mate all'allestimento di spettacoli rappresentati nella sede di Fallavecchia e alla realizzazione di installazioni mobili. Inoltre ha partecipato, nel 2009, alla realizzazione della Videoclip di Francesco Renga "Uomo senza età" e ha animato la marionetta Pierrot ne "La Notte dell'Angelo", di Furio Bordon per il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Tra le ultime collaborazioni, si segnala la partecipazione alla realizzazione della videoclip per la canzone: "Hallebuja" di Stefano Piro.
